AKTÈ

Claudio Farinone
Claudio Farinone
Max Pizio
Max Pizio

Fausto Beccalossi
Fausto Beccalossi
Elias Nardi
Elias Nardi

 


CD TRACKS

BRISE | Elias Nardi, Carlo La Manna
JOVANO JOVANKE | Traditional from Macedonia
ALBAICIN | Claudio Farinone
FIL HADIKA | Elias Nardi
ARMENIAN SONG | George I. Gurdjieff
DIMITRISH | Max Pizio
PROSETA SE JOVKA KUMANOVKA | Traditional from Macedonia
FLOWERS OF FRAGILITY | Elias Nardi
EL NOI DE LA MARE | Traditional from Catalunya

© e ℗ Visage Music s.a.s.| Distributed by Materiali Sonori | www.matson.it | www.visagemusic.it

 

 

Elias Nardi | oud

Claudio Farinone | chitarra flamenca e baritona

Fausto Beccalossi | fisarmonica

Max Pizio | clarinetto contrabbasso, sax, percussioni

Paolo Pasqualin | percussioni

 

special guests:  

Ares Tavolazzi | double bass

Claudio Moneta | voce recitante 

 

 


 

Akte è la divinità greca 

del piacere, 

del riposo 

e del nutrimento.  

Musa ispiratrice di questa musica,

che profuma di Mediterraneo ma che si alimenta con altre visioni.

Cammino interiore che lambisce vari luoghi: 

il Medioriente, l’Armenia, la Macedonia, 

per arrivare a volo d’ali nella Penisola Iberica,

nel mare della nostra interiorità 

e nella nostra piccola storia di musicisti.

Suono del nostro tempo che facilmente 

abbatte ogni confine, arricchendosi della diversità.

Entusiasmo di scoprire 

come culture e strumenti

provenienti da luoghi lontani del pianeta,

si mescolino con facilità e spontaneità

creando nuovi colori, altri sguardi.

Piacere della condivisione, 

riposo della mente

nutrimento dell’anima.

 

 

 

 

 

 

 

Akte is the greek goddess

of pleasure,

rest

and nourishment.

She is the muse and inspiration of the music you are about to enjoy,

a scent of the mediterranean sea enriched by other flavours.

An interior path that crosses different places:

the Middle-East,  Armenia and Macedonia

cutting across continents to reach the iberian peninsula,

diving in to the deep waters of our souls

and shaping our story of musicians.

The sound of our time breaks down the borders

and grows through diversity, better than any man can do.

It’s thrilling to observe

how cultures and musical instruments

with their characteristic colours and timbres,

coming from different corners of the earth,

mix together easily and spontaneously

and create, together, new shades and new hues.

Music is

the pleasure of sharing,

rest for the mind

and nourishment for the soul.


Aktè è un progetto scaturito da quattro musicisti di livello internazionale operanti in ambiti differenti, dal jazz alla musica colta, fino ai linguaggi mediorientali.

La suggestione che ispira questa singolare e inedita formazione prende vita nel bacino del Mediterraneo, un territorio che non ha eguali nel mondo in quanto a pluralità e varietà di stili ed espressioni sonore. Il liuto arabo, la cui origine si perde nella notte dei tempi, la chitarra nelle sue diverse varianti di baritona, flamenca ed elettrica, la fisarmonica con le sue sonorità multiformi, l'originalità del clarinetto contrabbasso e l'espressività del sax, oltre ad alcune lievi incursioni di strumenti a percussione, danno vita a un suono unico, originale e profondo, che vive di un dialogo intimo e serrato, sfruttando similitudini d'approccio e differenze di linguaggio.

La bellezza, l'originalità dei timbri e la loro mescolanza sono i punti di forza di questo singolare ensemble. Le musiche spaziano nei diversi luoghi del Mediterraneo, sconfinando talvolta ad est: brani originali, reinvenzioni di musiche tradizionali di vari paesi, fino a inedite interpretazioni e improvvisazioni di brani tradizionali.

I protagonisti oscillano tra pagine scritte e codificate su pentagramma, alternandole a momenti d'improvvisazione, favorendo l'interazione e l'unicità di ogni singolo concerto. La ricerca di Aktè non si muove da criteri di tipo filologico o di ricerca storica ma prende vita dall’interazione, dall’originalità di ogni singolo arrangiamento, dalla raffinata qualità della performance e dal mondo coloristico di ognuno dei componenti dell’ensemble.

Il CD è stato registrato e mixato presso gli studi della Radiotelevisione Svizzera di Lugano da Gabriele Kamm nel 2107 e si distingue per una qualità audio senza compromessi, con riprese dal vivo e senza sovraincisioni.

Aktè ensemble is a project that brings together four world-class musicians. From jazz to cultured music and Middle-Eastern influences these musicians each bring their unique contribution to the project. 

The idea that inspires this one-of-a-kind formation comes to life in the warm embrace of the Mediterranean, where the number and the variety of musical styles and expressions are beyond comparison with the rest of the world.

The Arabic lute, of which the origins have been long forgotten; the guitar with its baritone, flamenco and electric variations; the accordion bringing its multitude of sounds. The originality of the contrabass clarinet and the expressivity of the saxophone in addition to some slight flares of percussion bring forth a unique and profound sound, a dialogue so private it can only be born from truly similar approach accompanied by the different languages of the instruments.

The beauty and uniqueness of the timbers, as well as their mixing together, are what makes this ensemble special. The music invites to travel around the Mediterranean and towards the East: original songs, reinvented and re-elaborated musical traditions from different locations, all the way to inedited interpretations and improvisations of traditional songs.

The protagonists of this musical journey swing between written notes and pentagrams, and frequent moments of improvisation, always giving priority to interaction and the uniqueness of every single concert. The research done by the ensemble does not follow philological or historical research, but rather lives a life of its own, going on through the process of interaction and the originality of every musical arrangement; through the experience of sharing refined performances; and through the personal paths of the members.

The debut cd of Aktè was registered and mixed in 2017 in Lugano, Switzerland at the Studio 2 – RSI Radiotelevisione Svizzera Italiana by Gabriele Kamm. The result is truly remarkable for its state-of-the-art audio quality recorded live without any overdubbing.

 

 

 


Aktè Quartet press kit

Aktè Duo press kit

Aktè Duo


Elias, Nardi, nato a Pescia (PT) nel 1979, approfondisce lo studio dell' OUD (liuto arabo) compiendo numerosi viaggi in tutto il Medioriente. Segue le lezioni del virtuoso palestinese Adel Salameh, sviluppando un  personale approccio allo strumento se pur nel pieno rispetto della tradizione liutistica mediorientale. Contestualmente porta avanti i suoi studi di contrabbasso classico e jazz. 

Oltre a sviluppare la propria ricerca musicale e compositiva  con i progetti dell’ Elias Nardi Group, col quale svolge regolarmente l'attività concertistica in tutta Europa, esibendosi in numerosi Festival, teatri e live radiofonici per le più importanti reti europee, come Radio Rai Tre , RSI Radio Svizzera Italiana e RTBF Radio Télévision Belge Francophone. Ha suonato, registrato e collaborato tra gli altri  con: Ares Tavolazzi, Daniele Di Bonaventura, Paolo Vinaccia, Gianluca Petrella, Riccardo Tesi e Banditaliana; Didier François; Pino Jodice e Giuliana Soscia, Max Manfredi. 

Scrive musica per il teatro collaborando tra gli altri con la Fondazione del Teatro di Pontedera e i Teatri della Toscana per la realizzazione della colonna sonora di "Lear" ( regia di Roberto Bacci e con Silvia Pasello) assieme ad Ares Tavolazzi ed Emanuele Le Pera. Assieme ad Edmondo Romano compone, cura, arrangia ed esegue le musiche per lo spettacolo "Hagar, la schiava" tratto dall'opera omonima del poeta libanese Adonis, con Carla Peirolero e ed Enrico Campanati presentato in prima nazionale, con presenza dell'autore, durante il prestigioso Festival Suq di Genova, edizione 2016. 

Il suo disco di esordio OrangeTree (ZDM 1006 - 2010) si è classificato 3° tra le migliori produzioni Etno/Folk/Revival al Premio Italiano della Musica Popolare Indipendente 2011 (MEI) e stabilmente nella TOP 200 della World Music Chart of Europe; Il suo secondo lavoro, The Tarot Album, pubblicato sia in Cd che in Vinile, è considerato fra i Top Album del 2012 da “Il Manifesto/Alias”. Il suo attesissimo terzo lavoro Flowers Of Fragility, con Daniele di Bonaventura, Didier François, Nazanin Piri e Carlo La Manna, disponibile dall’autunno 2015, è prodotto da Analogy Records, etichetta audiofila su nastro magnetico e distribuito in Cd e Mp3 da Visage Music/Materiali Sonori. Il disco ha già ricevuto importanti riscontri di critica e pubblico in Italia ed in Europa, in particolare in Svizzera, Belgio, Olanda e Germania.

 

 

Claudio Farinone, milanese, classe 1967, si 
diploma in chitarra al Conservatorio Bologna sotto la guida di Maurizio Colonna, tra le maggiori figure del concertismo classico internazionale.
 Dopo avere frequentato numerose masterclass e seminari di interpretazione
 e composizione e ottenuto premi a concorsi internazionali, inizia un’attività concertistica rivolta in particolar modo
 alla musica da camera, suonando, nel tempo, con diverse formazioni.
 Con Tanguediaduo, in duo con la flautista Barbara Tartari, svolge un percorso di ricerca sulla musica di Astor Piazzolla, tenendo oltre cento concerti monografici e registrando alcuni cd; attualmente la ricerca del duo prosegue su diversi territori della musica contemporanea. Suona  e registra CD con gli ensemble Torres Quartet e Aries 4.

Crea, con l’attore David Riondino, spettacoli e trasmissioni radiofoniche sul bolero cubano, sulla poesia di Ernesto Ragazzoni e su sonorizzazioni dal vivo di film muti. Recentemente è stato pubblicato da Abeat il CD, "Il bolero come Terapia", frutto di un insolito e sorprendente percorso sui temi del bolero cubano.  

Inoltre tiene concerti in solo, impiegando tre strumenti speciali: una chitarra ad otto corde, una chitarra flamenca e una chitarra baritono, che nel tempo sono diventati tratti caratteristici del suo linguaggio, posto a metà tra interpretazioni e percorsi improvvisativi. 

Nel 2013 esce per l’etichetta Abeat “Claudio Farinone plays Ralph Towner”, CD dedicato al celebre chitarrista e compositore americano, che è stato accolto entusiasticamente da pubblico e critica.

Nello stesso anno inizia nuovi percorsi, aprendo svariate collaborazioni con alcuni tra i massimi esponenti del jazz e della musica improvvisata in Italia. Tra questi: il fisarmonicista jazz Fausto Beccalossi, i chitarristi Peo Alfonsi e Bebo Ferra, il percussionista Francesco D'Auria, il  bassista Carlos "El Tero" Buschini, il virtuoso di liuto arabo Elias Nardi, il sassofonista e clarinettista Max Pizio e il sassofonista Javier Girotto. 

Nel settembre 2017 esce un nuovo CD del progetto Aktè, ispirato ai luoghi del Mediterraneo, registrato negli studi della Radio Svizzera. 

A ottobre 2017 condivide il palco con Ralph Towner per la chiusura della mostra di Lawrence Carroll al Museo Vela di Ligornetto, eseguendo con lui alcuni duetti.

Parallelamente alla carriera di musicista, dopo un ventennio di insegnamento chitarristico, approda nel 2005 alla Rete 2, canale culturale della Radio Svizzera italiana, dove  conduce regolarmente programmi musicali e realizza approfondimenti speciali con alcuni dei grandi protagonisti della musica e della cultura contemporanea.

 

Fausto Beccalossi è attualmente considerato uno dei massimi specialisti del suo strumento.  Inizia giovanissimo lo studio della fisarmonica cromatica con lo stile classico presso il Conservatorio di Brescia e successivamente inizia un percorso di approfondimento sulle tematiche inerenti lo sviluppo dell’improvvisazione jazzistica. Nel corso di uno degli storici seminari di Siena Jazz, è notato da Enrico Rava, il quale lo invita immediatamente a prendere parte a un workshop con i migliori allievi del corso. Nel 1997 inizia quindi la sua carriera da professionista che lo porta a esibirsi negli anni, con numerosi gruppi italiani come: Gramelot di Simone Guiducci, il Bombardieri Quartet, il Nuevo Tango e l‘Otello Savoia Quartet. Negli ultimi anni collabora e registra dischi con alcuni fra i migliori musicisti dell’area jazzistica internazionale, tra i quali: Kenny Wheeler, Gonzalo Rubalcaba, Sandro Gibellini, Gabriele Mirabassi, Enzo Pietropaoli, Paolo Fresu e Maria Pia De Vito. Dal 1999 collabora con il nonetto di Gianluigi Trovesi e nel 2002 è invitato a Buenos Aires da Lito Epumer, tra i maggiori chitarristi argentini, per registrare il disco “Nehuen”. Crea inoltre il Fausto Beccalossi Quartet avvalendosi della collaborazione di alcuni tra i migliori musicisti italiani quali Ares Tavolazzi, Emanuele Maniscalco e Peo Alfonsi. Si esibisce in solo in un progetto dal nome Accordeon Colours, all’interno del quale convergono musiche argentine, italiane e jazz, a forgiare il suo personalissimo linguaggio. Ha recentemente registrato, sempre in solo, un CD dal titolo My Time, con musiche proprie e un omaggio a Gorni Kramer. E' stato parte per circa un decennio del World Simphonia del chitarrista americano Al Di Meola, con cui si è esibito nei maggiori festival in tutto il mondo e registrando tre CD.

 

Max Pizio, nato a Bellinzona (Svizzzera) nel 1975, è polistrumentista e compositore. Avviato dal padre, anch’egli noto musicista, intraprende giovanissimo lo studio dell’organo e del pianoforte e, in seguito, prosegue con il sax soprano e la fisarmonica e l’organo.

Si diploma presso il Conservatorio della Svizzera Italiana sotto la guida di Massimo Gaia, Ermanno Briner, Paul Glass e Fabio Di Casola. Parallelamente, segue i corsi di assistente di studio presso l’American Clavé di Colonia (Germania). Prosegue gli studi presso la divisione di arti accademiche della Berklee School di Boston (USA) dove si laurea in arrangiamento orchestrale. Nella stessa scuola, completa il Master di sassofono con gli insegnanti Allan Chase e Jim Odgren. Nel frattempo partecipa ad alcuni clinics negli Stati Uniti, in Svezia e in Danimarca con vari artisti come Vinnie Colaiuta, Jerry Bergonzi, Garrison Fewel, Kenny Werner, Eric Moseholm e Bo Stief.

Numerosissime e diverse le sue collaborazioni in campo artistico, a sottolineare la sua apertura ai diversi linguaggi ed esperienze musicali. Tra queste: Paul Mc Candless, Roy Hargrove, Florian Favre, Omar Hakim, Fabrizio Bosso, Olivier Ker Ourio, Bruno Amstad, Juan Munguja e moltissime altre.

Ha suonato in tutto il mondo, nel contesto d’importanti festival internazionali ed ha registrato numerosi dischi per etichette internazionali tra cui: Universal, BBC Scotland, Feltrinelli, Visage.
Nel 2005 fonda l'etichetta indipendente Tetraktys Music Label, con cui ha prodotto artisti di diversi ambiti musicali legati alla contemporaneità. 

Attualmente è parte del progetto "Suoni al Buio" con il compositore e chitarrista Sandro Schneebeli , di Epic J Trio, del progetto Aktè e di AskaTrio.

Dopo numerose esperienze d’insegnamento, collabora con la SUPSI, come fondatore del Certificato di Studi Avanzati in Sound Engineering. Promuove e concretizza progetti discografici, di editoria e ricerca, oltre a corsi e seminari specializzati nel campo del Jazz e della Contemporanea. 

Impegnato con Phaselus SA, si occupa della distribuzione e della promozione di strumenti a fiato e accessori Lupifaro.  

 

 

 

Elias Nardi, born in Italy in 1979 pursued classical and jazz double-bass studies.

Began the study of the OUD as self-taught, subsequently Elias has deepened his technique and knowledge of Arab music theory completing many travels in the Middle-East  and receiving lessons from Palestinian oud virtuoso Adel Salameh. 

In November 2010 Elias published his successful debut album"Orangetree" featuring Nyckelharpa virtuoso Didier François (3rd place at P.I.M.P.I. 2011, Italian Prize for Popular Independent Music and  ranked in the Top 200 albums for World Music Chart of Europe 2011). 

His second release The Tarot Album has been selected as one of the best albums released in 2012, by famous italian newspaper “il Manifesto/Alias”. 

With his bands Elias has played, toured, recorded and worked throughout Europe, performing in theaters, festivals and National/International Live Radio shows. 

He regularly writes music for theater, like the soundtrack for the show "Lear" composed together with Ares Tavolazzi and Emanuele Le Pera, produced by  Fondazione Teatro di Pontedera and  Teatri della Toscana, directed by Roberto Bacci and with Silvia Pasello. With the Clarinet player Edmondo Romano he composed the music for the show "Hagar, la schiava" inspired by a poem of lebanese author Adonis and presented during the prestigious Festival Suq 2016, in Genova. 

He collaborated also with musicians the likes of double bass player Ares Tavolazzi (from 70s prog rockers Area); bandoneon player Daniele di Bonaventura; drummer/percussionist Paolo Vinaccia; melodeon player Riccardo Tesi, appearing on "Madreperla" (2011) and "Cameristico" (2012); pianist Pino Jodice and accordionist Giuliana Soscia; clarinet player Edmondo Romano, appearing on "Sonno Eliso" (2012); Nyckelharpa virtuoso Didier François; Singer/Songwriter Max Manfredi, appearing on "Luna Persa" (2009); harmonica player Max De Aloe.

 

 

Claudio Farinone was born in Milan in 1967. After graduating in guitar at the Conservatory of Bologna under the guidance of Maurizio Colonna, one of the most important international classic concert performers, he attended masterclasses and seminars in interpretation and composition and won many awards in international competitions. Subsequently he began an intense concert activity with a specif focus on the performance of duo chamber music.

Together with flautist Barbara Tartari, he created the duo Tanguediaduo and began taking a specific interest in the music of Astor Piazzolla, to whose music they dedicated more than one hundred monographic concerts and some CDs. Recently the duo’s attention has been attracted by the multiple suggestions of contemporary music. Meanwhile Claudio has also recorded CDs with Aries4 and the Torres Quartet.

Together with actor David Riondino, he has created performances and radio broadcasts based on the subjects of the Cuban bolero, the poetry of Ernesto Ragazzoni and the live music in silent films. For the label Abeat, they have recently released the CD "Il bolero come Terapia", the result of an unusual and surprising exploration of the themes of the Cuban bolero.

As a concert performer, he plays two special instruments: an eight string and a baritone guitar that over the time have become peculiar of his language: a mixture of interpretation and improvisation. In 2013 Abeat released “Claudio Farinone plays Ralph Towner”, a CD dedicated to the music of the famous American guitarist and composer, which was acclaimed enthusiastically by both audiences and critics. During that year he opened several collaborations with some of the greatest exponents of jazz and musical improvisation in Italy: jazz-accordeonist Fausto Beccalossi, guitarists Peo Alfonsi and Bebo Ferra, bass player Carlos "el Tero" Buschini, oud-virtuoso Elias Nardi, saxophonist and clarinettist Max Pizio and saxophonist Javier Girotto.

In September 2017 together with the group Aktè he released a new CD, recorded in the Swiss Radio studios and inspired by the music of the Mediterranean and in October, for the closing day of the Lawrence Carroll exhibition at the Vela Museum in Ligornetto, he shared the stage with Ralph Towner performing some duets with the great musician. 

After teaching guitar for about twenty years, in 2005, he joined Rete 2, the Italian Swiss Radio cultural channel, where he presents music programs and conducts special in-depth interviews with some of the major stars of music and contemporary culture.

 

Fausto Beccalossi he is currently considered one of the greatest specialists of his instrument. He began studying chromatic accordion with a classical style at the Conservatory of Brescia and then began a process of study on the issues related to the development of jazz improvisation. During one of Siena Jazz's historic seminars, he is noted by Enrico Rava, who invites him immediately to take part in a workshop with the best students. In 1997 he began his professional career that led him to perform over the years, with numerous Italian groups such as: Gramelot by Simone Guiducci, the Bombardieri Quartet, the Nuevo Tango and the Otello Savoia Quartet. In recent years he has collaborated and recorded with some of the best musicians of the international jazz area, including: Kenny Wheeler, Gonzalo Rubalcaba, Sandro Gibellini, Gabriele Mirabassi, Enzo Pietropaoli, Paolo Fresu and Maria Pia De Vito. Since 1999 he has collaborated with Gianluigi Trovesi's nonet and in 2002 he was invited to Buenos Aires by Lito Epumer, one of the greatest Argentine guitarists, to record the album "Nehuen".

He also created Fausto Beccalossi Quartet with the collaboration of some of the best Italian musicians such as Ares Tavolazzi, Emanuele Maniscalco and Peo Alfonsi. He performs only in a project called Accordeon Colors, in which converge Argentinian, Italian and jazz music, to forge his personal language. He has recently recorded, always in solo, a CD titled My Time, with his own music and a tribute to Gorni Kramer. He has been a part of the World Symphony of American guitarist Al Di Meola for about a decade, with them he has performed at major festivals all over the world and recording three albums.  

 

Max Pizio, started by his father, also a well-known musician, he began studying organ and piano at a very young age and later continued with soprano saxophone and accordion and organ.

He graduated from the CSI Switzerland under the guidance of Massimo Gaia, Ermanno Briner, Paul Glass and Fabio Di Casola. At the same time, he attended the study assistant courses at the American Clavé in Cologne (Germany). He continued his studies at the academic arts division of the Berklee School of Boston (USA) where he graduated in orchestral arrangement. In the same school, he completes the saxophone Master with the teachers Allan Chase and Jim Odgren. In the meantime he participates in some clinics in the United States, Sweden and Denmark with various artists such as Vinnie Colaiuta, Jerry Bergonzi, Garrison Fewel, Kenny Werner, Eric Moseholm and Bo Stief.

His collaborations in the artistic field are numerous and varied, underlining his openness to different languages and musical experiences with: Paul Mc Candless, Roy Hargrove, Florian Favre, Omar Hakim, Fabrizio Bosso, Olivier Ker Ourio, Bruno Amstad, Juan Munguja and many others.

He has played all over the world, in the context of important international festivals and has recorded numerous records for international labels including: Universal, BBC Scotland, Feltrinelli, Visage.

In 2005 he founded the independent label Tetraktys Music Label, with which he produced artists from different musical fields related to the contemporary.

He is currently part of the "Suoni al Buio" project with composer and guitarist Sandro Schneebeli, of Epic J Trio, of the Aktè and AskaTrio project.

After numerous teaching experiences, he collaborates with SUPSI, as founder of the Certificate of Advanced Studies in Sound Engineering. He promotes and implements records, publishing and research projects, as well as specialized courses and seminars in the field of Jazz and Contemporary Music.

Like external consultant for Phaselus SA, he deals with the distribution and promotion of wind instruments under the Lupifaro brand.


Intervista a Elias Nardi - La regione   Agosto 2016
Intervista a Elias Nardi - La regione Agosto 2016
Recensione Classic Voice 2.18
Recensione Classic Voice 2.18

Sabato 31 Marzo a Piazza Verdi - RAI Radio 3 - in conduzione: Maya Giudici - Riascolta

 

 

Da "Il diapasonblog"

di Alessandro Nobis

 

Dietro ad “Atke” si nasconde un quartetto formato da preparatissimi musicisti con diverse storie musicali ma con una comune mente aperta ai nuovi suoni che la dea greca  del piacere e del nutrimento in questo caso musicale, ha fatto incontrare – a loro insaputa – e li ha ispirati a comporre la musica di questo bellissimo lavoro. Ne fanno parte il bravissimo suonatore di oud Elias Nardi, il chitarrista Claudio Farinone ed il fiatista Max Pizio che oltre ad essere dei signori musicisti sono anche compositori ed il funambolo della fisarmonica Fausto Beccalossi campione di quel jazz che guarda alla musica popolare viste le sue frequentazioni con Simone Guiducci, Peo Alfonsi e Al Di Meola giusto per citare tre suoi compagni di viaggio in vari e notevoli progetti.

Per capire dove è orientata la barra del quartetto basta leggere la scaletta sul retro della copertina; decisamente verso il vicino Levante visti i quattro brani di ispirazione popolare armena (consideriamo così anche il brano di George Gurdjieff visto quanto è intriso di tradizione già nella sua partitura originale), macedone e catalana.

Aria di Mare Nostrum – e dintorni – come quella fresca e pura che ti riempie i polmoni dall’ascolto dei nove brani: la lunga e pacata “Flowers of Fragility” di Nardi con l’introduzione di chitarra e oud ad introdurre la “solita” splendida fisa di Beccalossi che dialoga poi con il soprano di Pizio, il travolgente brano iniziale “Brise” con un significativo solo di fisa – e voce – di Beccalossi, oppure “Albaicin” di Farinone con un bel interplay chitarra – fisa e le percussioni di Pizio.

Non c’è una nota fuori posto, non c’è una nota in più o una mancante, si ascolta tutto d’un fiato e poi si riascolta un’altra volta.

Una “tempesta” perfetta, forse gli dei e le dee greche non se ne sono mai andate.

 

 

 

Da "Jazzit"

di Alessandro Carabelli

 

Impossibile non rimanere ammaliati da questo complesso caleidoscopio di luoghi sonori, unitamente ad una rigogliosa vena poetica associata a strutture narrative articolate e sofisticate al contempo antiche e moderne.

Tradizione e modernità sono perfettamente amalgamate da una strepitosa tecnica esecutiva e da una vivace capacità compositiva dei singoli oltre che da una sapiente scelta dei brani originali.

I quattro musicisti hanno realizzato un concerto all’insegna della perfezione formale in cui ogni minimo gesto musicale era calcolato in funzione di una suggestione. Le loro esecuzioni sono forme geometriche perfette, sublimi, articolate e allo stesso tempo semplici ed orecchiabili...

 

Anche se non di rado si potrebbero trovare analogie sonore con la musica degli Oregon nel loro periodo migliore, tuttavia gli Aktè hanno dato ampia dimostrazione di possedere una forte componente sperimentale che raggiunge orizzonti nuovi e sonorità del tutto originali e ciò, a buon diritto, li colloca tra le più interessanti ed innovative realtà musicali attualmente in circolazione.

 

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