GUITAR SOLO

Claudio Farinone | eight string classical guitar, baritone classical guitar, flamenco guitar  

 

 

 

 

 

My goal is to play the instrument well enough so people pay attention to the music and forget about the fact that they are listening to a guitar. When people are too conscious of what a good guitar player you are or how clever you are, it puts things into the realm of a circus for me. Your cleverness should be used to make people be non-judgmental about the instrument and how it’s played, and become swept away by the story you’re telling."    |   Ralph Towner

L’idea di un "Guitar Solo" nasce da una sintesi estrema, in uno strumento solitario, di molte esperienze sonore condivise in tanti anni con altri musicisti. Il concerto di chitarra sola rappresenta per me non solamente una “lettura” di musica composta da altri autori ma un’interazione tra pagina scritta e momenti aperti all’improvvisazione, alla “scrittura” estemporanea. Mi piace suonare musica che mi dia questa possibilità, che nasce con il desiderio di essere trasformata, anche profondamente, dall’interprete. Ma anche letta in modo rigoroso. Mi piace scegliere musica con la quale sento un’affinità diretta. Soprattutto quella scritta da artisti che, per pochi attimi o più a lungo, ho avuto modo di incontrare nel mio percorso artistico e di vita. E con i quali ho potuto condividere momenti preziosi e collezionare esperienze. Oppure musica di mia composizione, ispirata dagli stessi criteri.

Seguendo questa idea, ho avuto la fortuna di incontrare nel mio percorso artistico e di vita, la musica del compositore e polistrumentista americano Ralph Towner, a mio avviso una delle figure più importanti della chitarra classica del ‘900 e della contemporaneità. La sua opera è una perfetta sintesi tra l’idea di una pagina scritta nota per nota, organizzata e pensata in modo scrupoloso, e un’apertura alla pratica dell’improvvisazione e all’estemporaneità. Nei suoi brani intravedo l’opportunità di una trasformazione, di un’esperienza totale e creativa che non riduca la pratica musicale ad una semplice “interpretazione”.  Una delle caratteristiche principali della musica di Ralph sta nella minuziosa ricerca sui cosiddetti voicing, ovvero le posizioni con cui si ottengono gli accordi sullo strumento. Questo lavoro è volto a valorizzare una delle caratteristiche di maggior fascino della chitarra: il timbro. La sua musica è una perfetta sintesi tra rigore formale, inventiva e una fascinazione coloristica che ha fatto innamorare generazioni di musicisti e appassionati della sei corde.

Ispirato anche da questo percorso, ho pensato di ampliare ulteriormente le possibilità della mia esperienza di chitarrista, impiegando una chitarra ad otto corde, due in più nel registro grave, ed una chitarra baritono, strumento che suona una quinta sotto la chitarra tradizionale.

Nel 2012 ho registrato un CD, dedicato interamente a Ralph Towner. Pubblicato dalla label italiana di jazz Abeat, sarà il primo lavoro di una nuova collana denominata Abeat Aria, della quale curerò la direzione artistica. Abeat Aria e dedicata alle varie esperienze creative della contemporaneità non ascrivibili direttamente al jazz. Il CD, di orientamento audiophile, è stato registrato da Luca Martegani nell’affascinante acustica del Chiostro di Voltorre, presso Varese, con l’impiego di soli due microfoni e senza aggiunta di riverberazioni artificiali, nel pieno rispetto delle caratteristiche sonore del luogo. Abeat Aria si distinguerà anche per una ricerca grafica che unisce la musica all’arte visiva, offrendo così un prodotto curato in ogni dettaglio e da ogni punto di vista. La copertina di “Claudio Farinone plays Ralph Towner” è stata illustrata dall’artista varesino e amico Aldo Ambrosini, con cui collaboro da anni, sviluppando performance “live” di musica e visioni.

 

 

 

The idea of "Guitar Solo" comes from an extreme synthesis, in a solitary instrument, of many sound experiences shared over many years with other musicians. The solo guitar concert represents for me not only a “reading” of music composed by other authors, but an interaction among written pages and moments open to improvisation, to extemporaneous “writing.” I like to play music that gives me this possibility, which arises with the desire to be transformed, even deeply, by the interpreter, but also read strictly. I like to choose music with which I feel direct harmony. Especially that written by artists I was able to encounter, no matter how briefly, on my path as an artist and in life, and with whom I have been able to share precious moments and experiences. The music I compose is inspired by the same criteria.

Following this idea, I had the fortune to find, in my route as an artist and in life, the music of the American composer and instrumentalist Ralph Towner. In my opinion, he is one of the most important names in classical guitar of the 1900s and today. His work is a perfect synthesis between the idea of following written pages note by note, organized and considered scrupulously, and openness to improvisation and extemporaneity. In his pieces I find the opportunity for transformation, a total and creative experience that does not reduce music practice to a simple “interpretation.”  One of the main characteristics of Ralph’s music is its careful research into “voicing,” or the positions with which the harmonies on the instrument are obtained. This work aims to promote one of the most charming characteristics of the guitar: its timbre. His music is a perfect synthesis of formal strictness, inventiveness, and a coloristic fascination that has enchanted generations of musicians and fans of six strings.

Inspired by this, I decided to further expand the possibility of my experience as guitarist, using an eight string guitar, with two strings in the deep register; that is, a baritone guitar, an instrument that sounds a fifth below the traditional guitar.

In 2012, I recorded a CD completely dedicated to Ralph Towner. Published by the Italian jazz label Abeat, it was the first work of a new collection called Abeat Aria, of which I became the artistic director. Abeat Aria is dedicated to the various contemporary creative experiences not directly ascribable to jazz. The CD, oriented to audiophiles, was recorded by Luca Martegani in the wonderful acoustics of the Voltorre Cloister in Varese, using only two microphones and without adding artificial reverberations, completely respecting the sound characteristics of the place. Abeat Aria is also distinguished by a graphic search that blends music with visual art, offering a product with attention to every detail and from every perspective.

The cover of “Claudio Farinone plays Ralph Towner” was illustrated by an artist from Varese, my friend Aldo Ambrosini, with whom I have collaborated for years, developing “live” performances of music and visions.


Claudio Farinone plays Ralph Towner

Abeat Aria - ABCO 900 - © 2013 

 

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Abeat, iTunes, AmazonE-music

 

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dal booklet del CD



La mia avventura con la musica di Ralph Towner è iniziata molti anni or sono, quando muovevo i primi passi di chitarrista. Spesso i musicisti si conoscono dapprima attraverso i dischi, segni indelebili della tappa di un percorso e opportunità di tramandarlo ad altri. Una delle grandi trasformazioni del tardo Ottocento è stata certamente la riproducibilità tecnica, che non è solamente poter riascoltare le incisioni di un artista ma è la possibilità di creare dentro di sé i tasselli di un modo di sentire, prima che di suonare. La vita, diceva Vinicius de Moraes, è l’arte dell’incontro e attraverso i dischi ho potuto avvicinare la fantasia di altri suonatori, consumarne i solchi del vinile e le tracce del loro mondo creativo. E solo successivamente, provare a formare un linguaggio che mi appartenesse totalmente. 

La musica di Ralph ha accompagnato costantemente gli anni della mia storia di musicista contribuendo al mio innamoramento per il timbro, per le pagine visionarie e coraggiose, per l’equilibrio e la compostezza formale, per la libertà cosciente dell’improvvisazione. Dopo tanti itinerari sonori condivisi con altri, approdo finalmente a un viaggio in solitaria e questa musica è il terreno ideale per la mia traversata. Posso procedere con il vento di scale vorticose, soffermarmi in meditazioni coloristiche notturne, librarmi nei riccioli aerei delle improvvisazioni, fermarmi e sposarne il panorama. La musica di Ralph è un’arte di cesello, saporita e immaginifica. Grazie a questa sapienza docile e alla sua preziosa amicizia mi è stato possibile vivere questa nuova storia. (c.f.)

 

 

 

 




My adventure with Ralph Towner’s music already began when I still was a beginner with my guitar. It is often the case that musicians get to know each other through the recordings they make. Recordings are unerasable milestones of their voyage and, at the same time, the vehicle for handing over to other artists their own experience. One great revolution of the late XIX century was, no doubt, the possibility of making sound recordings possible and easily accessible. That is not just the miracle allowing us repeated listening of the same performance, but also that of making it become a point of reference by which we measure our own development. Life, so once put it Vinicius de Moraes, is the art of meeting the other. Thanks to the grooves of their recordings I was able to acquaint myself with the creative world of many artists, and later develop my very own. Ralph Towner’s music has been with me all along, and considerably contributed to my falling in love with timbre and daring musical ideas improvised withing impeccable formal constraints. After many musical voyages shared with other musicians, this time I am on my own. Towner’s music is my trail. I could not have made a better choice. With it I go through all sorts of experiences: virtuosity, meditative atmospheres, contemplation of sheer color. Ralph Towner’s music is chisel work. Thanks to the wisdom he expresses, and the added bonus in later years of his invaluable friendship, this musical voyage of mine was made possible. (c.f.)


Recorded at Chiostro di Voltorre - Varese (Italy)  2012 by Luca Martegani on Logic Audio/Mac |Eight strings classical guitar and Baritone Classical Guitar (on Sacred place) by Renato Barone | Microphones: Schoeps Colette MK4 in ORTF configuration |Mic preamps: Sound Skulptor MP73 |Audio interface: RME800 | Cables: Mogami |Editing by Claudio Farinone and Luca Martegani on Logic Audio |Mastering by Luca Martegani/Xelius Studio |Montoring: PMC, Magneplannar 3.2

Eight strings classical guitar and Baritone Classical Guitar by Renato Barone |Cover Art: Aldo Ambrosini | Photo & design by Claudio Farinone

 

All compositions by Ralph Towner except Waltz for Debby by Bill Evans, arranged by Ralph Towner | All improvisations by Claudio Farinone 

www.abeatrecords.com | contact@abeatrecords.com| Via Pasubio 6 | 21058 Solbiate Olona (VA) Italy | phone&fax +39 0331 37638

 

 

 

Claudio Farinone, milanese, classe 1967, si 
diploma in chitarra al Conservatorio Bologna sotto la guida di Maurizio Colonna, tra le maggiori figure del concertismo classico internazionale.
 Dopo avere frequentato numerose masterclass e seminari di interpretazione
 e composizione e ottenuto premi a concorsi internazionali, inizia un’attività concertistica rivolta in particolar modo
 alla musica da camera, suonando, nel tempo, con diverse formazioni.
 Con Tanguediaduo, in duo con la flautista Barbara Tartari, svolge un percorso di ricerca sulla musica di Astor Piazzolla, tenendo oltre cento concerti monografici e registrando alcuni cd; attualmente la ricerca del duo prosegue su diversi territori della musica contemporanea. Suona  e registra CD con gli ensemble Torres Quartet e Aries 4. 

Crea, con l’attore David Riondino, spettacoli e trasmissioni radiofoniche sul bolero cubano, sulla poesia di Ernesto Ragazzoni e su sonorizzazioni dal vivo di film muti. Recentemente è stato pubblicato da Abeat il CD, "Il bolero come Terapia", frutto di un insolito e sorprendente percorso sui temi del bolero cubano.  

Inoltre tiene concerti in solo, impiegando tre strumenti speciali: una chitarra ad otto corde, una chitarra flamenca e una chitarra baritono, che nel tempo sono diventati tratti caratteristici del suo linguaggio, posto a metà tra interpretazioni e percorsi improvvisativi. Nel 2013 esce per l’etichetta Abeat “Claudio Farinone plays Ralph Towner”, CD dedicato al celebre chitarrista e compositore americano, che è stato accolto entusiasticamente da pubblico e critica. 

Nello stesso anno inizia nuovi percorsi, aprendo svariate collaborazioni con alcuni tra i massimi esponenti del jazz e della musica improvvisata in Italia. Tra questi: il fisarmonicista jazz Fausto Beccalossi, i chitarristi Peo Alfonsi e Bebo Ferra, il percussionista Francesco D'Auria, il  bassista Carlos "El Tero" Buschini, il virtuoso di liuto arabo Elias Nardi, il sassofonista e clarinettista Max Pizio e il sassofonista Javier Girotto. 

E' di imminente pubblicazione la pubblicazione di un nuovo CD del progetto Aktè, ispirato ai luoghi del Mediterraneo, registrato negli studi della Radio Svizzera. 

Parallelamente alla carriera di musicista, dopo un ventennio di insegnamento chitarristico, approda nel 2005 alla Rete 2, canale culturale della Radio Svizzera italiana, dove  conduce programmi musicali e realizza approfondimenti speciali con alcuni dei grandi protagonisti della musica e della cultura contemporanea.

Claudio Farinone, Milanese, class of 1967, received a diploma in guitar at the Conservatory of Bologna under the guidance of Maurizio Colonna, one the greatest international classic concert performers.

After many masterclasses and seminars in interpretation and composition and obtaining awards in international competitions, he began concert activity directed in particular to chamber music.

In Tanguediaduo, with the flautist Barbara Tartari, he began researching the music of Astor Piazzolla, holding more than one hundred monographic concerts and recording some cds; currently the duo’s search continues on various territories of contemporary music. He is part of Aries4, a unique quartet with three guitars and voice with which he recorded the CD Scène sur Mer.  With actor David Riondino and jazz cellist Paolo Damiani, he creates performances and radio broadcasts on Cuban bolero, the poetry of Ernesto Ragazzoni, and live sound presentations from silent films. He collaborates with guitarist Walter Zanetti and photographer Robert Marnika in multimedia visual and sound projects. He also holds solo concerts, using two special instruments: an eight string and baritone guitar that over time became characteristic to his language, combining interpretation and improvisations. In 2013, “Claudio Farinone plays Ralph Towner,” came out on the Abeat label; this CD, dedicated to the famous American guitarist and composer, was received enthusiastically by audiences and critics. In the same year he openings several collaborations with some of the greatest exponents of jazz and improvised music in Italy: accordeonist Fausto Beccalossi, guitarist Peo Alfonsi, bass player Carlos "el Tero" Buschini, oud player Elias Nardi and saxophonist Javier Girotto.

After teaching guitar for about twenty years, in 2005, he joined Rete 2, the Italian Swiss Radio cultural channel, where he leads music programs and offers special in-depth interviews with some of the major stars of music and contemporary culture. 

 


recensioni ed articoli | reviews and articles

Online-jazz.it - Gennaio 2016

di Massimo Giuseppe Bianchi

 

 

Claudio Farinone plays Ralph Towner

Traduzione, interpretazione, passione 

 

Improvvisatore esperto in jazz ma anche compositore di musiche chitarristiche,Ralph Towner è una delle figure più significative del panorama musicale odierno. La sua musica immaginifica, armonicamente magica, travalica ogni confine: non è jazz, non è musica classica. Dove è improvvisazione sembra scritta, dove è scritta porta in sé la “cadenza” dell’improvvisazione, quella connotazione magica e impermanente che conserva intatta la freschezza del fiore appena colto, il suo profumo.  Verso la fine degli anni ‘90 il regista Gus Van Sant effettuò un interessante esperimento: girare il remake di “Psycho” di Alfred Hitchcock lasciando sostanzialmente intatte le inquadrature e le angolazioni di ripresa, solo qua e là attualizzandole e arricchendole di qualche scena onirica, in contravvenzione al monito di Pasolini circa l’impossibilità del cinema di copiare se stesso.Di copia - carbone si trattò? Non proprio, piuttosto un ritratto. Gli archetipi risultarono immutati ma il contenuto psicologico rivissuto e attualizzato. Il punto di vista del regista moderno che si annulla nella personalità del regista originario, simile a tempera che si scioglie nell’acqua.Analogo intendimento deve aver mosso Claudio Farinone, che è chitarrista e intellettuale raffinato, nella realizzazione di “Claudio Farinone plays Ralph Towner" (Abeat) dedicato alle musiche dell’artista (1940) nativo di Chehalis, Washington. Operazione difficile e coraggiosa, diciamolo. Da un lato perché, su Towner, può  gravare in ambito classico l’ingiusta tara, di adorniana ascendenza, di essere jazzista (condizione che non esaurisce la sua personalità, come si diceva).Jazzista, appunto, quindi ‘ipso facto’ latore (ma quando mai?) di musica ‘inferiore’. Dall’altro, perché questi splendidi brani risultano già reperibili in ottime edizioni discografiche agite dall’autore. Perché quindi procurarsi questa nuova edizione? L’ascolto fuga ogni dubbio. L’operazione di Farinone, che a me pare analoga a quella del succitato Van Sant, consiste nel rivivere, e con passione, queste pregevoli pagine attraverso interpretazioni dal gusto classico, equilibrato. Interpretazioni certamente - e Ralph sarà d’accordo, avendo supervisionato questo lavoro di Claudio - più levigate dal punto di vista tecnico. Qui il semiasse è spostato verso la struttura, la chiarezza del dettato, senza per questo attendersi una fuorviante lettura alla lettera. Farinone volge in altra lingua il contenuto musicale senza avere realmente bisogno di tradurlo, originando interpretazioni libere, di notevole bellezza. Di questi brani, potremmo dire, egli sa tradurre anche l’autenticità. La chitarra ha un repertorio molto vasto, non vastissimo. Come è noto, con l’avvento del disco e la conseguente ascesa del jazz  e del rock’n roll questo strumento conobbe nuova, elettrificata vita. La chitarra acustica rimase tuttavia, come repertorio, un po' indietro, pur destando l’attenzione di ottimi compositori quali Giorgio Federico Ghedini, Benjamin Britten, Hans Werner Henze. Questo CD suggerisce, e non mi pare merito da poco, un nuovo repertorio, che ci si augura venga praticato da molti strumentisti. Alternativo alle incisioni dello stesso Towner, si impone e si ascolta di per sé, in un confronto stimolante, arrivando non di rado a rivelare trame non evidenti nelle esecuzioni dell’autore. E del resto anche Borges dichiarava di essere stato spesso “migliorato” dai suoi traduttori. L’incisione è di bellissima qualità.

 

 

Musica Jazz - Luglio 2013

di Neri Pollastri
 

L'omaggio sentito a Towner, suo ispiratore, maesto e amico, è reso dal quarantacinquenne chitarrista milanese: un album di sole musiche del compositore - a parte l'evansiana Waltz for Debby - interpretate in solitudine e registrate con due microfoni. Ma se l'intimistica poetica del mitico chitarrista degli Oregon è filologicamente rispettata, la versione datane da Farinone è sufficientemente personale da non fare di questo cd una fotocopia o un plagio. Ciò grazie agli spazi interpretativi, nei quali il discepolo può dire la sua indipendentemente dal maestro, ma soprattutto grazie alle due particolari chitarre acustiche impiegate nell'opera - una otto corde, estesa sui toni bassi, e una baritono - che permettono a Farinone di distinguersi marcatamente dal punto di vista del timbro e del suono, cosa che in un contesto come questo si rivela decisivo. Le dodici composizioni si fanno così ascoltare nella loro maestosa classicità ma anche riscoprire in una trasfigurazione sottile e tuttavia ben percepibile e apprezzabile. Bel lavoro, affascinante e imperdibile per gli amanti della chitarra acustica.

 

 

Suono - Luglio 2013

di Roberto Paviglianiti
 

Nel percorso di ogni artista la prova in solo rappresenta un momento di fondamentale importanza, e lo è ancor di più se si decide per il confronto con un repertorio di alto livello. È il caso di Claudio Farinone, che ha scelto come riferimento la musica di Ralph Towner (con l’unica eccezione di Waltz for Debby di Bill Evans) per dar vita alla visione intima e personale contenuta nelle dodici tracce qui proposte. Musica, ottenuta con la chitarra a otto corde e la chitarra baritono, che denuncia una forte passione per le melodie lineari, la calibrazione e l’amore per le sfumature timbriche e per la precisione esecutiva, in questo episodio bilanciata in maniera costante con la fantasia espressiva  dell’improvvisazione.

I temi sono esposti con estrema chiarezza, e lasciano nel loro interno ampi spazi di libertà, nei quali affiora la consapevolezza e il carattere di Farinone, sempre attento nel mantenere per l’intera scaletta

una fondamentale idea di coerenza. Registrato da Luca Martegani nell’affascinante acustica del Chiostro di Voltorre, presso Varese, l’album rilascia una grande sensazione di meditazione ed equilibrio, e trova nelle corde suonate da Farinone un’inesauribile fonte emozionale. 

 

 

Azione - Maggio 2013

di Zeno Gabaglio

 

Claudio Farinone ci riporta l’essenza di Ralph Towner

 

«L’idea di un Guitar Solo nasce da una sintesi estrema – in uno strumento solitario – di molte esperienze sonore condivise in tanti anni con altri musicisti». La citazione iniziale è proprio di Claudio Farinone, musicista che nel corso degli anni ha saputo sviluppare una propria via di chitarrismo che prende le mosse dall’interpretazione pura (di classica ascendenza) per affermarsi però anche al di là dell’obbligatoria obbedienza alla partitura.

Il concerto di chitarra sola rappresenta non solamente una lettura di musica composta da altri autori ma un’interazione tra pagina scritta e momenti aperti all’improvvisazione, alla scrittura estemporanea. Mi piace suonare musica che mi dia questa possibilità, che nasce con il desiderio di essere trasformata, anche profondamente, dall’interprete. Ma anche letta in modo rigoroso. Mi piace scegliere musica con la quale sento un’affinità diretta. Soprattutto quella scritta da artisti che, per pochi attimi o più a lungo, ho avuto modo di incontrare nel mio percorso artistico e di vita».

Nella fattispecie l’artista incontrato e studiato da Farinone è Ralph Towner, chitarrista, polistrumentista e compositore statunitense che costituisce un punto di riferimento imprescindibile per il jazz e le musiche contemporanee tout court. «La musica di Ralph Towner fa parte del mio immaginario sonoro da moltissimo tempo. Ascolto i suoi dischi fin dagli anni della mia formazione e in lui ho sempre amato le strutture molto rigorose, la grande ispirazione armonico-tematica e la minuziosa ricerca del timbro. E poi amo il perfetto equilibrio tra una musica pensata nota per nota e gli spazi aperti all’estemporaneità»

Il dato forse più sorprendente – se si affronta il mondo musicale secondo le classificazioni standard – è proprio questo: una musica di origine jazz che viene dettagliatamente scritta ed interpretata come la classica. E che purtuttavia sprona l’esecutore a prendersi delle libertà. «Towner scrive minuziosamente i suoi brani, indicandone anche le diteggiature fondamentali per ottenere l’effetto “timbrico” che desidera. Alcuni brani prevedono però anche dell’improvvisazione, in genere strutturata sulle armonie dei temi come se fossero standard jazzistici. E così faccio anch’io sviluppando percorsi miei».

L’approfondito studio sull’autore americano è anche recentemente approdato nel disco Claudio Farinone plays Ralph Towner pubblicato dall’etichetta Abeat Aria. Un affascinante viaggio musicale in solitaria – simile ma anche sempre diverso rispetto ai concerti che lo ripropongono – che offre delle autentiche sorprese. Come nel brano Always by your side, dove improvvisamente si sentono delle note molto molto basse, quasi che la chitarra avesse smesso di suonare per lasciare il posto a un basso. «Da vari anni suono una chitarra a otto corde, con due bassi in più che aumentano l’estensione di quasi un’ottava rispetto alle chitarre normali. Così, con una particolare tecnica della mano destra, è possibile simulare il suono di un contrabbasso». La chitarra che trascende se stessa, quindi, e che «allarga a dismisura le possibilità timbriche e consente nuovi percorsi espressivi»

Ma l’accademia musicale classica, da cui lo stesso Farinone in origine proviene, è pronta per questi nuovi percorsi espressivi, per introdurre personalità eterodosse come Ralph Towner tra i materiali di studio? «Purtroppo non ancora. Credo che l’esperienza degli studi accademici – tranne qualche raro caso frutto dell’iniziativa di singoli insegnanti illuminati – non sia molto affine a un simile tipo di musica che richiede lettura rigorosa e attitudine all’improvvisazione».

 

 

Varesenews - Agosto 2013

Intervista di Davide Ielmini

 

Claudio Farinone un chitarrista che non manca di soddisfare la sua curiosità. E come chitarrista interessato in parte al jazz, non poteva non avvicinare Ralph Towner – cofondatore dei mitici “Oregon” – da angolazioni asimettriche e “danzanti”. Perché in “Claudio Farinone plays Ralph Towner”, edito dalla Abeat, è il senso del ritmo e del canto a dettare le regole dell’interpretazione. Grazie, anche, alla ricerca di un suono particolarmente dinamico ma pulito, ricco di sfumature e rispettoso di ciò che si suona e si ascolta.

 

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All About Jazz - Settembre 2013

di Mario Calvitti

 

Claudio Farinone è un chitarrista di estrazione classica, ma molto attento a quello che succede al di fuori dell'ambiente accademico. La sua crescita musicale è stata accompagnata fin dall'inizio dalla musica di Ralph Towner, col quale si è trovato in sintonia totale nel suo perfetto sintetizzare scrittura, improvvisazione e ricerca timbrica. Così, dopo essersi dedicato per anni a incisioni di musica da camera in compagnia di altri strumenti, per il suo primo disco di sola chitarra ha scelto di realizzare un omaggio al chitarrista che ha rappresentato la sua maggiore ispirazione.

Il disco raccoglie dodici composizioni di Towner (ad eccezione di "Waltz for Debby" firmata da Bill Evans, e arrangiata dal chitarrista americano). L'interpretazione di Farinone rivela la sua perfetta aderenza al mondo musicale di Towner, soprattutto nell'attenzione al timbro e nell'improvvisazione, che scorre integrandosi nella pagina scritta. Lo strumento impiegato da Farinone è una chitarra classica a otto corde, e la maggiore estensione verso il basso viene utilizzata sapientemente soprattutto nelle improvvisazioni. In un brano fa ricorso a una chitarra baritono (che suona una quinta sotto una chitarra normale), strumento recentemente adottato anche da Towner. L'ottima qualità di registrazione, che sfrutta la perfetta acustica del Chiostro di Voltorre presso Varese, permette di apprezzare tutte le sfumature dell'interpretazione e la ricchezza timbrica dello strumento.

Farinone fa risaltare pienamente la bellezza dei temi, spesso arricchiti dalle proprie improvvisazioni, senza lasciarsi intimorire dalle difficoltà dello spartito e dal confronto con gli originali; il risultato finale è un valido tributo a uno dei maggiori chitarristi contemporanei, ma anche a uno dei maggiori compositori moderni per chitarra, ed è auspicabile che il disco stimoli un maggiore avvicinamento del mondo classico verso un autore che potrebbe arricchire un repertorio concertistico ancora troppo legato alla tradizione.

 

Valutazione: 4 stelle

 

 

Axe - Settembre 2013

di Maurizio Parri

 

Figura difficile da etichettare quella del polistrumentista Ralph Towner. In veste di chitarrista "solo", alle prese con la classica  con la 12 corde, il fondatore degli Oregon si distingue per incorporare sonorità classicheggianti, modali e jazz, sostenute da una solida tecnica da chitarrista polifonico. A questo si aggiunga l'abilità di improvvisatore, capace di trattare la chitarra come un pianoforte, senza tradirne le risorse idiomatiche.

Per omaggiare tale caposcuola, Claudio Farinone propone questo CD con 11 composizioni di Towner, più un arrangiamento della celebre Waltz for Debby di Bill Evans, sempre firmato dal chitarrista americano. Le interpretazioni di Farinone sono ispirate e impeccabili, arricchite dalla sontuosa sonorità della clasica a 8 corde e da una chitarra baritono che appare in Sacred Place. La qualità delle improvvisazioni dimostra che i semi gettati dal Maestro Towner hanno trovato terreno fertile...

 

 

 

 

 

Sheherazade - Rete2 - Radio Svizzera italiana - Settembre 2013

di Anna Menichetti

 


...mi ha veramente colpito questo disco per il quantitativo di poesia che contiene... (A. Menichetti)

 

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La Provincia - Ottobre 2013

di Mario Chiodetti

 

 

...già, perché Farinone, varesino, è uno dei migliori virtuosi in circolazione in Italia, con anni di esperienza “sul campo” a fianco di validi musicisti – da Walter Zanetti a Robert Marnika e Barbara Tartari - diversi dischi prodotti e incisi per l’etichetta Kle, e una costante ricerca di perfezione che lo ha portato all’incontro capitale della sua vita professionale, quello con il chitarrista, pianista e compositore americano Ralph Towner, del quale ha appena inciso diverse composizioni...

 

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La Prealpina - Dicembre 2013

di Luca Segalla

 

 

Ancora un varesino ospite a «Piazza Verdi», la trasmissione in onda il sabato pomeriggio su RAI Radio 3. È il chitarrista classico Claudio Farinone, che potremo ascoltare sabato 21 in diretta, a partire dalle 15.00. Una trentina di minuti per conoscere il suo ultimo lavoro discografico, dedicato a Ralph Towner. Si tratta di un CD raffinato ed elegante, anche nella grafica del booklet, in cui il chitarrista varesino rilegge la musica del settantatreenne compositore americano utilizzando due strumenti del liutaio Renato Barone, una chitarra baritono e una chitarra ad otto corde.

Nell’epoca dell’MP3, dell’IPod e di internet i dischi hanno ancora una ragione d’essere soltanto se sono davvero di qualità, sia per quanto riguarda gli aspetti tecnici della registrazione sia per la scelta del repertorio e, naturalmente, per gli esiti interpretativi. Il CD, registrato nell’autunno dello scorso anno e pubblicato dalla Abeat Records di Solbiate Olona, si contraddistingue per un suono naturale e sempre a fuoco, ricco di armonici, con una buona profondità. Il merito è da ascrivere agli strumenti impiegati ed al luogo della registrazione, il Chiostro di Voltorre, dove Farinone ha realizzato tutti i sui ultimi dischi, ma soprattutto all’attenzione dell’interprete per la tecnologia della registrazione, dai microfoni all’editing. Del resto fino a pochi anni fa il chitarrista varesino, che è anche una delle voci della Rete 2 della Radio della Svizzera Italiana, aveva una sua etichetta discografica, a riprova di un’indole curiosa ed aperta, che si manifesta anche nelle scelte interpretative. All’inizio degli anni Novanta l’incontro con la musica di Astor Piazzolla, quindi la collaborazione con l’attore David Riondino ed il duo con il fisarmonicista Fausto Beccalossi. Ora questo CD dedicato a Ralph Towner, uno dei grandi eclettici della chitarra contemporanea per la capacità di fondere il jazz e la tradizione classica.

Sul versante dell’interpretazione è da ammirare come Farinone riesca a fare propria la musica di Towner. A renderne il respiro, con eleganza e insieme con autentica partecipazione emotiva. Improvvisando con misura e fantasia. Anche nel “Waltz for Debby” di Bill Evans, un gradito intruso tra le ultime tracce del disco.

 

 

 

 

Musica e Dischi - Gennaio 2014

di Maurizio Franco

 

 

Con l’album Claudio Farinone Plays Ralph Towner (Abeat 900), il chitarrista italiano affronta le complesse e suggestive composizioni del grande artista americano con rispetto e fedeltà al testo originale, ma le personalizza nel sottile gioco dell’interpretazione ritmica e nel suono, apportando anche intelligenti e misurate variazioni tematiche.


 

 

 

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