"La radio è il rumore di fondo della vita…"  | "The radio is the background noise of life …" (S. Valzania) 

 

 

Al microfono di Rete Due | Canale culturale della Radio Svizzera italiana

 

Mi piace molto questa definizione; descrive la radio come una compagna quasi immateriale, che nel corso della sua storia ha cambiato più volte d'abito. Nata pionieristicamente negli anni venti del Novecento, data per spacciata dopo l'avvento della TV, è stata in grado di reinventarsi, di rimpicciolirsi grazie all'avvento del transistor, di farsi amica prediletta della propria individualità, del proprio immaginario personale. Pronta ad affrontare la nuova sfida del web, si svincola dall'orario di emissione attraverso il podcast. Ma la radio è sempre pronta a raccontare, ad intrattenere, a condividere e a riempire i vuoti sonori della nostra esistenza. La mia avventura alla Rete Due, canale culturale della Radio Svizzera italiana è iniziata nel 2005. In questo tempo, ho realizzato migliaia di ore di diretta, ho avuto l'occasione di lavorare con pregevoli colleghi artisti e studiosi, incontrare ed ascoltare tantissimi musicisti, artisti di ogni genere, letterati e fotografi. La radio è l'esperienza dell'incontro e, attraverso di essa, ho potuto rivestire la mia vita di un nuovo profumo.

 

I like this definition very much: it describes radio as a nearly immaterial companion that, in the course of its history, has changed dwelling places several times. It pioneered in 1920s, fell into a decline after the advent of the television, and was able to reinvent itself, shrinking on the advent of the transistor, becoming a fan of its own individuality, of its own personal imagination. Ready to face the new challenge of the web, releasing itself from the broadcast schedule through the podcast. But radio is always ready to tell a story, to entertain, to share and to fill the silences of our existence. My adventure with Rete Due, cultural channel of Italian Swiss Radio, began in 2005. In this time, I have performed thousands of hours of direct broadcasting, and had the opportunity to work with renowned artist and academic colleagues, to hear many musicians, artists of every genre, literary figures and photographers.  Radio is the experience of meeting and, through it, I have imbued my life with a new fragrance.

 

 

 

INCONTRI

Bebo Ferra
Bebo Ferra
Zoe Pia
Zoe Pia
Alessandro De Rosa
Alessandro De Rosa
Yuval Avital
Yuval Avital
Massimo Giuseppe Bianchi
Massimo Giuseppe Bianchi

Sonia Spinello
Sonia Spinello
Il Bercandeon | Fiorenzo Bernasconi
Il Bercandeon | Fiorenzo Bernasconi
Oscar Del Barba
Oscar Del Barba
Fabio Concato
Fabio Concato
Soqquadro Italiano
Soqquadro Italiano

I CINQUE ELEMENTI

Ascolta le puntate

 

Da settembre 2014, curo l'ideazione e la regia di un nuovo programma: I Cinque Elementi. Una trasmissione ad alto contenuto musicologico che scardina le convenzioni. Non per la stravagante idea di aggiungere un elemento ai quattro comunemente noti ma per il proposito di costruire un percorso in musica partendo, anziché da compositori, aree geografiche ed appartenenze di genere, dagli strumenti musicali. Eccone svelato l’arcano: i cinque elementi, secondo la classificazione di due eminenti etnomusicologi quali Hornbostel e Sachs rappresentano la natura dei materiali che emettono i suoni: una colonna d’aria, una membrana, una corda, il corpo stesso dello strumento, un dispositivo elettromagnetico.

Ogni puntata de “I cinque elementi” avrà come protagonista uno strumento musicale e, nemmeno a dirlo, i protagonisti saranno “cinque” eminenti musicologi noti agli ascoltatori di Rete Due: Marcello Sorce Keller, Giordano Montecchi, Roberto Favaro, Paolo Scarnecchia e Roberto Agostini. 

 

 

ARANJUEZ

Ascolta le puntate 2017

 

Narra la cronaca che il 30 maggio del 1960, un Don Chisciotte con la chitarra osò sfidare la maestosità del Colón di Buenos Aires, uno dei più grandi teatri del mondo, tenendo un recital in solitaria. Si tratta del più importante chitarrista classico del Novecento, l’andaluso Andrés Segovia. L’idea di amplificare l’amata sei corde suonava alle orecchie del maestro come un’autentica eresia. Ma lo spazio era troppo grande per il suo piccolo strumento. La sfida aveva dell’impossibile.

Inutile a dirsi: il concerto fu un tripudio. L’artista di Linares riuscì a creare un tale livello di silenzio attorno a se, che il suono che scaturiva dal suo tocco inconfondibile poté riempire con disinvoltura ogni angolo del più importante tempio musicale argentino, dalla platea fino al più lontano dei loggioni. Il suo proverbiale e innato carisma fu di certo una delle frecce al suo arco ma il timbro magico e sinuoso del suo strumento gli fu grande alleato.

Prima e dopo la vicenda umana e musicale di Segovia, il quale diede un determinante contributo a nobilitare la chitarra classica accompagnandola nelle sale da concerto del mondo intero, schiere nutrite di musicisti e amatori ne subiscono il fascino irresistibile grazie al suono trasformista e malleabile, capace di un’infinita tavolozza di colori e di sublimi pennellate.

Ma è nel secolo scorso che lo strumento a sei corde o più è capace di vestire abiti diversi e variegati, frequentando i quattro angoli del pianeta e imponendosi ogni volta attraverso nuovi travestimenti: dal frac dell’accademia fino alle maglie sdrucite e vibranti al suono di muri di amplificatori nei concerti rock. A pranzo con i parenti, necessita poi di una tavola capiente: balalaike, bouzouki, liuti d’ogni genere, dobro, cavaquinhi, slide guitar, dulcimer, chitarre portoghesi, sono solo alcuni tra i commensali provenienti da ogni dove.

I tratti somatici e le somiglianze sono evidenti. Una cassa di risonanza, un manico e una tastiera divisa da barrette che permettono di ridurre la lunghezza delle corde, innalzandone l’intonazione. 

Prima delle rivoluzioni tecnologiche del Novecento, la chitarra è stata strumento soave e pacifico, leggero e animato da desiderio d’intimità. Quale maggiore elemento di comunanza con il mezzo radiofonico se non l’idea di vicinanza e di leggerezza?

È cosi quindi che la Rete2 riapre nell’estate 2017 i cancelli dei giardini di Aranjuez in cerca di nuove suggestioni, fantasiosi protagonisti, originali percorsi sonori sulle tracce dello strumento forse più amato, suonato e reinventato al mondo. Non vi resta quindi che trovare una panchina all’ombra e prendervi  tutto il tempo per assaporarne il suo magico profumo.

 

NOVEMBRE

 

Radio

 

1, 2, 3, 20, 21, 22, 23, 24, 29

dalle 13:45 alle 17 in Reteduecinque

30 dalle 18:30 alle 24 in Primafila